Costa di Maratea | le torri

Costa di Maratea. Da Acquafredda a Castrocucco

veliero a maratea
La costa tirrenica della Basilicata è interamente costituita dal vasto territorio di Maratea (superficie 6.732 ettari) che si insinua tra la Campania (territorio del comune di Sapri) a Nord e la Calabria a Sud (comune di Tortora) con i suoi 32 km di costa, e si trova all'interno del Golfo di Policastro.
 


Tutta la costa , torre per torre- Costa Nord

torre crivi maratea


La costa di Maratea è delimitata da varie torri di segnalazione, tutte costruite alla fine del secolo XVI a protezione delle incursioni piratesche; da Nord verso Sud troviamo: 

Torre dei Crivi , all'altezza del canale di Mezzanotte [vedi foto] , - a pianta quadrangolare, rudere; 

Torre di Acquafredda, quasi all'estremo sud dell'abitato di Acquafredda, a pianta quadrangolare , rudere; 

Torre Apprezzami l'Asino, a sud dell'abitato di Cersuta, su uno sperone a picco a sul mare, a pianta quadrata , rudere; 

Torre Santavenere (vedi dopo), originariamente a pianta quadrangolare , è stata ristrutturata negli anni '50 e '60, e risulta essere la più grande di tutte le torri costiere di Maratea; all'altezza della Torre di Santavenere, si trova una boa con miraglio ad X, che segnala il terminale di una condotta sottomarina: da questo punto è molto visibile il Centro Storico di Maratea e la Statua del Redentore alta 22 m situata sul Monte San Biagio (630 m). 

La statua è l'elemento più visibile della zona, lungo tutto l'arco dell'orizzonte anche di notte: infatti nei mesi estivi la statua è illuminata. 


 
La costa di Maratea è inserita tra le "AREE MARINE DI REPERIMENTO" eleggibili per l'istituzione di PARCHI MARINI o RISERVE MARINE , ai sensi dell'art. 36, capo f) della legge dello stato n. 394 del 6 dicembre 1991 denominata  "LEGGE QUADRO SULLE AREE PROTETTE".

Torre di Santa Venere

La Torre di Santa Venere, completata nel 1596, era una "Torre Capitana" o "Imperiale", ovvero una struttura strategica che ospitava una piccola guarnigione di soldati e fungeva da punto di riferimento per tutte le altre torri costiere della zona. A differenza delle torri litoranee costruite secondo schemi standard – con tre o cinque caditoie, un terrazzo panoramico e una feritoia per il cannone rivolta verso il mare – questa torre si distingueva per un design originale ideato dal regio ingegnere Pietro Castiglione.

Alla fine del XVII secolo, il celebre viaggiatore Giovan Battista Pacichelli la definì "la torre più bella del Regno di Napoli", elogiandone l'eleganza e l'importanza strategica.

A metà del XX secolo, la sua forma originale subì gravi alterazioni. Negli anni '50, l'architetto Stefano Berardi la trasformò per adattarla a uso abitativo privato, modificando la sua integrità storica e architettonica. Nonostante ciò, la Torre di Santa Venere resta una testimonianza preziosa del sistema difensivo costiero del Regno di Napoli.

Costa sud

torre caini costa maratea

Torre di Filocaio , a sud del Porto, anch'essa ristrutturata , a pianta quadrata ; più a sud l'isolotto S. Ianni si presenta staccato dalla costa e basso sull'acqua, (max 8m).
La cima è segnata da una croce mentre l'isolotto è quasi tutto coperto da vegetazione. 
Provenendo da Nord, nel passaggio tra l'isola e la costa, si deve fare molta attenzione agli scogli e ai bassi fondali sotto costa, e soprattutto alla secca della Giumenta che si trova proprio sul prolungamento della rotta mediana parallela alla costa. 
La parte alta della secca ha una quota di 1 m, ma sia verso riva che al largo, il passaggio è agevole.  


Più avanti troviamo Torre Caina [vedi foto], su un piccolo promontorio a metà strada tra Marina di Maratea e Castrocucco, a pianta quadrata, rudere.  


A Castrocucco sono invece presenti, sulla montagna omonima , i ruderi dell'antico Castello, probabilmente di origine medievale con modifiche e rifacimenti databili intorno al '600 e oggi completamente in rovina.  

Il sistema di difesa costiero di Maratea

Il sistema difensivo delle torri costiere del Regno di Napoli era parte di un’ampia rete organizzata per proteggere il territorio dalle incursioni nemiche, in particolare dai pirati barbareschi, che nel XVI e XVII secolo rappresentavano una minaccia costante. Le torri, distribuite lungo le coste del regno, non erano strutture isolate, ma parte di un sistema integrato che comprendeva piazzeforti principali, avamposti secondari e una rete di segnalazione efficiente.

Struttura del sistema di difesa
Le torri costiere fungevano da punti di avvistamento, comunicazione e difesa attiva. Ogni torre era dotata di personale fisso, che garantiva un controllo continuo delle coste. Due sentinelle pattugliavano ogni posto di guardia, alternandosi in turni di 24 ore, mantenendo così una presenza costante e vigile. Questo sistema richiedeva uno schieramento complessivo di molti uomini, una forza distribuita lungo la costa in proporzione al numero di torri e avamposti presenti in ogni località.

Distribuzione delle torri
Il numero di torri variava notevolmente da una zona all’altra, in base alla vulnerabilità del territorio e alla sua importanza strategica. Alcune terre o città potevano contare su una sola torre, mentre altre, come Maratea, ne avevano molte di più. Questa densità rifletteva la necessità di proteggere i centri abitati, le rotte commerciali e le risorse naturali.

Organizzazione economica
Le guardie delle torri ricevevano una paga giornaliera di un carlino per coppia di sentinelle. Si trattava di un compenso modesto ma stabile, che garantiva un livello base di sussistenza per i soldati impegnati nella sorveglianza, che spesso erano invalidi e/o inabili al combattimento. Questa spesa, sostenuta dalle casse del regno o da contributi locali, rappresentava un investimento nella sicurezza collettiva. 

Funzionamento delle torri
Ogni torre era progettata per assolvere a funzioni multiple:

Segnalazione: Grazie a un sistema di fuochi o fumo, le torri potevano comunicare rapidamente la presenza di pericoli alle altre torri e agli abitanti delle città interne.
Avvistamento: Dalle loro posizioni elevate, le torri consentivano una visione chiara delle acque circostanti, garantendo un avviso tempestivo di navi ostili.
Difesa attiva: Alcune torri erano dotate di armamenti, come cannoni o bombarde, per respingere eventuali attacchi.


Importanza strategica
Questo sistema dimostrava un livello avanzato di pianificazione militare e civile, integrando difesa, comunicazione e organizzazione economica. Sebbene la paga e le condizioni di vita delle sentinelle fossero modeste, la loro funzione era cruciale per la sicurezza e la stabilità del Regno di Napoli.

Il sistema delle torri costiere rappresenta oggi una testimonianza dell’ingegno e della capacità di adattamento alle sfide del tempo, lasciando un’eredità architettonica e storica di grande valore.

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