Diario di navigazione | Esperienze viaggio Maratea



Lat. 39° 59’ 16” Nord – Long. 15° 42’ 59” Est. Maratea 

di Spyking

In barca , in viaggio da Nettuno verso Sud , con mare e vento forte. 

Poi l'approdo nel Porto sicuro di Maratea e la scoperta dei luoghi...



costa nord maratea

Primo giorno

Partenza da Nettuno ore 6.45, rotta per Procida. 
 All’inizio mare accettabile forza 2/3 ma poi nel golfo di Pozzuoli c'è stato da tribolare, sempre vento da NE con mare forza 7. 
I paesaggi intorno sempre affascinanti dal Circe, le isole Pontine, fino all'incantevole Procida, dove abbiamo fatto arrivo alle ore 10.15, e poco dopo abbiamo iniziato il rifornimento di gasolio. Una sensazione stranissima, qui sembra che tutti vivano lentamente, senza farsi stressare dai ritmi della vita moderna, e penso tra me e me, magari non è proprio un isola rock allo stile Adriano, ma beati loro, come li invidio. Due vecchietti, al riparo della diga portuale, sono seduti sul molo e se la chiacchierano serenamente con I gesti lenti e la tranquillità che traspare dai loro volti solcati dal sale del mare e dal sole. Imbarchiamo 1087 litri di gasolio e ripartiamo alle 11.20. Attraversare poi il golfo di Napoli è stato ancora più ballerino, abbiamo dovuto ridurre la velocità anche ad 8 nodi, con il Vesuvio lla nostra sinistra. Alle 13.10 attraversiamo Punta Campanella e sulla nostra diritta con il fiato sospeso dall'emozione amiriamo i mitici Faraglioni e Capri. Poi il Golfo di Salerno ed anche qui il vento non ci ha aiutato moltissimo, superata Punta Licosa, navigando sotto costa abbiamo potuto dare più forza alle macchine con l'intento di arrivare in serata a Vibo Valentia. Qui la costa dopo Amalfi e Salerno comincia ad essere più selvaggia, piena di verde, con tratti di roccia con sfumature colorate bellissime. Un contrattempo tecnico al carica batterie dei motori, dopo Capo Palinuro, ci impone di cambiare rotta nel Golfo di Policastro e puntare a terra, con un mare di prua veramente birbo anche forza 7/8. Decidiamo di approdare a Maratea, con forti raffiche di vento che stimiamo intorno ai 40 nodi. Anche l'ormeggio in porto, è stato problematico, ma poi con l'ausilio di due ormeggiatori del marina abbiamo ancorato bene la barca al pontile. 
Puntiamo gli occhi in alto e ci chiediamo: ma siamo a Bahia o in Italia ? Sulla montagna di fronte,a strapiombo sul porto, un Cristo con le braccia aperte ci accoglie, segno del destino: dall'alto ci ha protetti e ci ha detto quando rientrare. 
Anche oggi è andata, 195 miglia sono state fatte e con questo mare credetemi, siamo stati veramente bravi, soprattutto il Comandante. 
Domani è un altro giorno. 

Secondo giorno


Sveglia alle 8.00, colazione al Bar del porto, poi è arrivato Biagio, l'elettrauto, sempre andamento liento, abbiamo fatto due misure, alcune prove, ed abbiamo accertato che il guasto sta in un alternatore. Rapidissimo consulto, e considerato il mare bruttissimo, decidiamo di rimanere ormeggiati qua e ripartenza per Vibo Valentia, marina più attrezzato di servizi di questo anche perché più grande, per fare rifornimento e dove abbiamo allertato un tecnico specializzato che valuterà la riparazione e/o la sostituzione dell'alternatore. Vedremo di ripartire subito per puntare su Roccella Jonica o Crotone, dipenderà tutto dall'orario di partenza.
 
 Nel pomeriggio, in questa bellina piazzetta, verso le 14.00 passa un autobus che va su a Maratea centro storico, io e Andrea decidiamo di prenderlo ed andiamo verso la città delle 44 chiese. Molto caruccia, simile alle cittadine delle comunità montane. Con un freddo birbo e sto vento terribile che non si placa, facciamo un giretto nel paese, una cioccolata calda nell'unica Bar aperto e poi decidiamo di tornare indietro a piedi, circa 5/6 Km, per fortuna in discesa. Il panorama è molto suggestivo. 
 
Torniamo a bordo, ed il calduccio è molto gradito, il C.te ci aspettava così come lo avevamo lasciato, piegato sulla carta nautica, a studiare le possibile rotte dei prossimi giorni. 
Il vento continua, le previsioni lo danno in diminuzione, all'orizzonte osservando il

 In serata, alle 19,45 circa prendiamo un aperitivo nell'unico bar aperto nel porticciolo, chiediamo dove poter andare a cena, ci indicano da Cesare, sulla strada per Sapri, un pò lontanuccio ed allora chiediamo se esiste un servizio taxi, prontamente ci vengono dati i nr. di telefono e, poco dopo, arriva un signore anziano con un vecchio Mercedes SW tg Potenza. Andiamo in questo ristorante, mangiamo bene a base di pesce, particolarmente buone le linguette agli scampi. Nel ristorante che dispone di una ampia terrazza all'aperto, c'è solo il nostro tavolo e quello di una giovane coppietta. 
Verso le 10.30 il taxista ci viene a prendere e ci accompagna in porto. 
Durante il tragitto questo gentilissimo signore, al quale offriamo un caffè prima di ripartire, ci racconta tante storie interessanti. 
Ad esempio che il Redentore si trova a 620 mt. sul livello del mare, la statua è alta 22 metri, impiantata nel 1963, dà le spalle al mare perché guarda la retrostante basilica di San Biagio. Basilica edificata sulla rupe di questa montagna perché, la leggenda dice che questo martire armeno approdando su questo tratto di costa , e precisamente all'altezza dello scoglio di San Ianni,  riconoscibile per tre crocefissi , poco a sud dell'imboccatura portuale, lanciò un sasso violentemente in alto verso la montagna e nel punto in cui cadde la pietra venne poi edificata la sua Basilica. 
 
La seconda settimana di maggio viene celebrato San Biagio che annovera moltissimi fedeli, patrono di Maratea con una festa importantissima che raccoglie oltre che fedeli, moltissimi turisti.