Archeologia a Maratea



ANCORE ED ANFORE

ANCORA ROMANA

Le tracce di archeologia presenti sul territorio di Maratea  sono lo specchio delle vicende della storia stessa della località legate sopratutto all'età greca e dei romani.


L'antica Maratea fu sin dall'età greca un luogo di culto cui facevano riferimento le città greche della costa come Vibona, Laos e Blanda, quest'ultima secondo alcune tesi edificata alle foci del fiume Noce e localizzata dagli storici sulla collina di Palestro tra Castrocucco e l'abitato di Tortora, dove ancora oggi vengono alla luce resti di antiche costruzioni e arredi di natura sepolcrale.


AnFORA GARUM MARATEA
ANFORA PER GARUM

Commercio e Archeologia

Il fiume Noce e la sua valle erano la porta attraverso la quale gli uomini della costa commerciavano con le zone interne del Lagonegrese  i prodotti che approdavano sulla costa di Maratea, come l'ossidiana delle Eolie, le anfore, le coppe di stile ionico, i vasi a vernice nera, che sono stati ritrovati a Rivello e a Capo la Timpa sopra il Porto di Maratea.

Ai greci si sostituirono a partire dal II secolo a.C. i Romani, e l'importanza di Maratea e dei suoi approdi sulla costa è testimoniata dagli importanti giacimenti marini presenti lungo tutto il tratto costiero da Castrocucco al Capo di Santavenere . 

Sono state ritrovate infatti numerosi frammenti di anfore (Castrocucco e Secca della Giumenta), un relitto di nave, marine e numerosi ceppi d'ancora in pietra o di metallo.  


piccole necropoli

tombe medievali castrocucco

A Castrocucco sono state individuate anche tombe del IV - V sec. d.C. da con frammenti di anfore cilindriche del basso impero; a Massa invece una tomba con una moneta e una lucerna frammentaria.

Sempre a Castrocucco di Maratea, nella zona di Capo la Secca accanto  al palazzo baronale Labanchi vi sono i resti di una struttura in due vani molto probabilmente destinata alla produzione di “garum”. 


Questi reperti di archeologia sono conservati presso la sede della Soprintendenza alle Belle Arti di Maratea, presso l'ex convento dei Cappuccini, in Largo Cappuccini.